Depressione: cos’è?

a cura di Psicologa Psicoterapeuta Dott. Cinzia Pagani  – Modena

La depressione è, purtroppo, un disturbo parecchio diffuso: ne soffre dal 10% al 15% della popolazione, e la frequenza maggiore è riscontrata tra le donne.

Il dato più allarmante è che il Disturbo Depressivo è associato ad una elevata mortalità: infatti fino al 15% delle persone con disturbo depressivo grave muore per suicidio.

Seppur non tutte le persone malate di depressione arrivino ad accusare istinti suicidi o sintomi particolarmente gravi e distruttivi, la maggior parte accusa sintomi che spesso non vengono neppure associati alla depressione, come stanchezza cronica, apatia, astenia, calo del desiderio, eccesiva irritabilità o vari malesseri fisici.

A questi sintomi spesso si aggiungono problemi correlati, come attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, anoressia o bulimia nervosa, disturbo borderline della personalità, ecc…

Depressione: chi colpisce? Soggetti più a rischio

La depressione, come dicevamo più su, è più comune nelle femmine adolescenti e adulte fino a due volte di più che nei maschi adolescenti e adulti, mentre non vi è alcuna differenza di genere tra i bambini. L’età dell’isorgenza è variabile, ma solitamente ci si ammala di depressione tra i 25 e i 44 anni.

Alcuni soggetti possono presentare episodi isolati di depressione, seguiti da anni senza alcun sintomo, mentre altre persone entrano in uno stato di depressione che persiste nel tempo e negli anni, e a volte può anche peggiorare. Tra l’altro, più si alza numero degli episodi di depressione e più si alza la probabilità di svilupparne un successivo.

Depressione: cause

Tra le principali cause della depressione troviamo sicuramente fattori di tipo psicosociale, ma c’è senz’altro anche l’incidenza di peculiarità genetiche e biologiche. Di solito gli episodi del disturbo depressivo esplodono dopo un grave evento psicosociale molto stressante, come lo possono essere un lutto importante, un divorzio, un trasferimento, la perdita del lavoro, una malattia (anche di una persona cara), conflitti familiari, ecc.

Inoltre, fino al 20%-25% delle persone con specifiche condizioni mediche e malattie, sviluppano la depressione nel corso del tempo. Questa condizione fa sì che si alimenti un brutto circolo vizioso, perché il trattamento della condizione medica può rivelarsi più tortuoso se è presente il Disturbo Depressivo. Quindi vi è correlazione tra malattia organica e malattia depressiva.

D’altra parte molti studi avallano l’ipotesi che ci sia ereditabilità nella depressione: i figli di genitori depressi generalmente hanno un rischio più elevato di sviluppare la depressione. Ma non è tutto: anche le modificazioni biologiche che interferiscono con la regolazione di neurotrasmettitori o ormoni possono favorire la depressione.

In quest’ultimo caso l’uso di farmaci antidepressivi può rivelarsi efficace, ma solo se concomitanti con una valida psicoterapia, che aiuterà la persona a sviluppare strategie funzionali per la risoluzione e la prevenzione degli episodi depressivi.

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Depressione: sintomi

Le persone depresse tendono ad essere spesso di cattivo umore, presentano una marcata tristezza quotidiana e non riescono a provare piacere in nessuna attività. Sono prigioniere dei propri pensieri negativi, che rendono impossibile godersi la vita, infatti presentano un vero e proprio male di vivere.

Altri sintomi, che possono passare inosservati, sono

  • ridotta capacità di concentrarsi;
  • marcato rallentamento motorio o, al contrario, marcata agitazione;
  • tendenza molto forte ad incolparsi, a svalutarsi;
  • aumento o una diminuzione del sonno;
  • appetito aumentato o diminuito;
  • marcata affaticabilità;
  • tendenza a pensare al suicidio.

Tutti questi sintomi possono anche non manifestarsi tutti insieme, e possono manifestarsi in maniera acuta (con fasi di depressione acute e improvvise, che tendono di soliti a scomparire da sole o con una sola terapia) oppure possono essere costanti, con probabili improvvisi momenti di peggioramento. In questo caso si parla di distimia.

Depressione: cura

La terapia cognitivo comportamentale si dimostra quasi sempre molto efficace per la cura della depressione.
Durante le mie terapie cerco di fornire gli strumenti che possono riuscire a modificare i pensieri negativi che portano i miei pazienti a essere depressi. Quindi intervengo a seconda dei casi: alcuni miei pazienti sono ipercritici verso se stessi, altri hanno la tendenza di vedere tutto nero, di ruminare o rimuginare (una tendenza molto comune anche tra i non depressi che ti invito ad approfondire su questo articolo).

Con la terapia cognitivo comportamentale aiuto i miei pazienti a sviluppare una modalità di pensiero equilibrata e razionale, ma anche a rafforzare le loro migliori abilità, al fine di affrontare con più convinzione le difficoltà quotidiane.

Inoltre spesso invito nel mio studio anche la famiglia della persona depressa, per parlare insieme di come è giusto approcciarsi alla malattia, spiegando che l’errore comune di spronare alla reazione e allo sforzo può essere deleterio, in quanto si aumentano solo i sensi di colpa.

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